Cavalleria Rusticana

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Cavalleria Rusticana Verona 1977
Description

L’orchestra areniana, in quegli anni parecchio indisciplinata, è tenuta insieme con mano ferrea e buona linea d’insieme da quel grande Maestro di tradizione che era Armando Gatto, appellativo spesso confuso come generico e superficiale ma che in realtà sapeva come sorreggere i cantanti e assicurare una recita più che dignitosa in qualsiasi avversità. Renato Francesconi cerca di imitare il fraseggio stentoreo di del Monaco ma la linea di canto è più che buona e con un materiale più che discreto e si fa valere sia nei momenti di veemenza del duetto con Santuzza che nei momenti di abbandono (vedi la Siciliana o l’addio alla madre). Molto buona la Santuzza di Orianna Santunione, ottima tecnica, bel fraseggio, acuti raggianti e centri e gravi non artefatti, ma pieni e ricchi di suono. Altrettanto valido il compar Alfio di Franco Bordoni, voce chiara e ben estesa, buon fraseggio nonostante un certo qual vibrato che non preclude una solida e più che pregevole prestazione. Più che onorevole la prova di Maria del Fante. Molto buono il coro che si ritaglia il proprio meritatissimo applauso nell’Inneggiamo, che per una volta fa dispiacere non sia stata ripresa dalla televisione, uno dei più alti risultati degli allestimenti areniani di quegli anni.

Filippo Galli

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Mascagni 0120

 

The Arenian orchestra, in those years quite unruly, is held together with an iron hand and a good overall line by that great traditional Maestro who was Armando Gatto, an appellation often confused as generic and superficial but who actually knew how to support singers and ensure a more than dignified performance in any adversity. Renato Francesconi tries to imitate the stentorian phrasing of del Monaco but the singing line is more than good and with a more than discreet material and is asserted both in the vehement moments of the duet with Santuzza and in the moments of abandonment (see the Sicilian or farewell to the mother). The Santuzza di Orianna Santunione is very good, excellent technique, beautiful phrasing, radiant highs and centers and serious, not artifacts, but full and rich in sound. Equally valid is the compar Alfio by Franco Bordoni, clear and well-extended voice, good phrasing despite a certain vibrato that does not preclude a solid and more than valuable performance. More than honorable the test of Maria del Fante. The choir that carves out its well-deserved applause in the Inneggiamo is very good, and for once it displeases that it was not filmed by television, one of the highest results of the Arenian productions of those years.

Filippo Galli

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